Pensieri in pillole
"Chiunque sia in un percorso di lavoro su se stesso."
Qualunque sia il percorso: terapeutico e/o spirituale ha la fortuna e allo stesso tempo la sfortuna, di vedere il mondo a sé fermo. Immobile. Infelice, incapace di cambiamento, quando noi invece viviamo nell impermeanza. Tutto è in trasformazione.
Questo Lui/lei lavora molto sul proprio essere fermo, rigido etc etc.
Nessuna pretesa di essere superiore assolutamente, sempre con tanta umiltà, però si affina - dolenti o non dolenti - la capacità di cogliere, vedere quello che difficilmente ad occhio nudo e comune e’ visibile.
Cioe’ un forte enorme disagio di cui le persone non sono consapevoli e che non è in sintonia con il loro essere.
Nel momento in cui si cominciano a manifestare dei malesseri fisici e psichici. Allora le dinamiche messe in atto finora stanno creando un circolo che da virtuoso, in passato, sta diventando vizioso.
E’ li che ci si dovrebbe interrogare sul da farsi e cercare di lavorare su questo male. L’Inizio potrebbe esserne la comparsa di consapevolezza ma, già è un buon punto di inizio direi, un grande punto di inizio per partire in un percorso. Essenziale. Così comincia un allenamento che dura per tutta la vita. Al bene per se e per gli altri.”
