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L intimità oggi. 

L intimo con Lui con Lei nel presente e nel tempo, non mediato dal mezzo, dalle faccine 😍😘😀😃dai messaggini. 😜😔Etc etc etc da un veloce messaggio vocale.....bene ....

Costa fatica, impegno costanza, e’ fatto qualche volta anche di  cadute di stile. 

Dell essere meno piacenti meno desiderabili. Magari. 

Allora vedi l altro come veramente è’. 

Barare diventa sempre più difficile. Si può fare solo a tempo come con il latte fresco che ha una scadenza. 

Senza scomodare la seconda  topica di Freud: Es Io e Super-io, se la battono sempre insieme. 

Io ho bisogno del mio spazio, Es che mi importa faccio quello che voglio, 

super Io ricordati devi fare quello devi fare. 

Non dare retta a Es, ascolta casomai Io che media. Insomma un gran guazzabuglio mediovale in questo mondo psichico che da nevrotico sta slittando in psicotico. Vietato parlarne. 

E allora Ideale che ho di me dell altro si infrange di fronte al reale fatto appunto di presente anche assente o noioso o arrabbiato meno patinato. Poi spettinato etc etc etc 

Direi che questa è’ 

L incapacità tutta moderna di stare con il meno bello dell altro come di stare con il meno bello di noi. 

Buona domenica. 

Mettiamoli un po’ d accordo questi signori dentro di noi. 

Anche L altro da noi ci sta dialogando 

Insomma alla fine pensavamo di essere in due invece siamo tanti. A metterci d accordo.

L amore che ama se stesso. 

 

L amore che ama se stesso più di tutto e tutti, non sa amare l altro. 

L amore, la capacità 

d amare è’ fatta di equilibri, di flessibilità li dove i propri bisogni devono confrontarsi e non scontrarsi con i bisogni dell altro. 

L arte d amare non è’ negazione di se, ma consapevolmente vede la lei o il lui di una coppia armonizzarsi con il desiderio dell altro li dove esaudirlo ci dà gioia. Ma attenzione alla reciprocità. 

L equilibrio e’ dato da un costante e continuo cambiamento e nel non considerare attore principale solo e sempre lo stesso membro della coppia. 

Perché così la coppia scoppia. 

Ruolo

“attivo”

e “passivo” si devono necessariamente alternare in un gioco di specchi, in una danza in cui chi guida non è’ sempre lo stesso. 

Il dialogo l ascolto dell altro restano sempre e comunque armi vincenti li dove la rigidità è’ sempre e comunque perdente.

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